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Le difese aeree yemenite abbattono un drone militare americano MQ-9 'Reaper' nel cielo del Governatorato di Marib.

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Giorgia Meloni dichiara che l'Italia deve assicurarsi che l'Iran non si doti dell'arma nucleare. Un altro errore di politica estera di un governo irrilevante, che non capisce quello che sta accadendo. La guerra è già persa.

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ArticoloMeloni sull'Iran e l'arma nucleare: quando l'irrilevanza si traveste da politica estera
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l'Italia deve assicurarsi che l'Iran non si possa dotare dell'arma nucleare. Una frase che, come molte altre uscite da questo governo, rivela più di quanto nasconda: rivela l'incapacità di leggere ciò che sta accadendo. Questo non è il momento delle dichiarazioni di principio sul nucleare iraniano. È il momento in cui uno Stretto di Hormuz quasi chiuso sta cambiando l'economia mondiale, in cui un cessate il fuoco è in terapia intensiva, in cui si stanno ridisegnando gli equilibri del Medio Oriente con o senza il consenso dell'Occidente. In questo contesto, Meloni offre una frase da comunicato stampa. Il governo italiano ha accumulato errori di politica estera in serie. Lo stesso governo sotto il quale nei servizi di sicurezza sono successe nefandezze che non hanno ancora trovato piena risposta pubblica. Un governo che ha scelto la visibilità mediatica al posto della sostanza diplomatica, le foto con i leader al posto delle posizioni negoziali, le dichiarazioni di facciata al posto di una linea coerente. È il cambiamento di un ordine che l'Occidente non è più in grado di gestire. La guerra, nel senso di poter imporre la propria volontà all'Iran attraverso la forza o la pressione diplomatica, è già persa. Perché l'Iran abbia vinto sul campo, e il contesto in cui si pensava di poter vincere non esiste più. Prima Meloni lo capisce, prima smette di pesare male le sue frasi.
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Emirati Kuwait e il Bahrein sono tra le principali priorità offensive dell'Iran

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Singapore e Nuova Zelanda firmano il primo accordo bilaterale vincolante al mondo per mantenere il flusso di beni essenziali in tempi di crisi: cibo, carburante, farmaci, chimica, materiali.

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Presentatori televisivi iraniani sono apparsi in diretta sul palco imbracciando pistole, dichiarando la determinazione del popolo iraniano a difendere la propria patria da qualsiasi futura aggressione da parte degli Stati Uniti e di Israele.

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Iran: importazioni di beni essenziali concentrate via Emirati. La valuta dalla Cina passa per reti informali a Dubai, con costi extra oltre il 10% e maggiore esposizione alle sanzioni.

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Iran: grandi riserve gas/petrolio ma forte squilibrio. 94% gas consumato in casa, stoccaggio scarso. Russia diventa partner chiave su nucleare, transito gas e corridoio Nord-Sud per colmare il gap.

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Trump a Pechino: nessun accordo strutturale. Taiwan, guerra Iran, petrolio, dazi e terre rare restano irrisolti. Solo acquisti limitati di Boeing e soia, gestione temporanea delle tensioni.

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Esplosione alla fabbrica Tomer di Beit Shemesh. Coinvolto deposito di perclorato di sodio per missili terra-aria. Cause ignote. Escluso attacco nemico.

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La partenza di aerei militari cargo americani dal Medio Oriente solleva interrogativi sulla prossima fase e sui movimenti militari nella regione

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Manifestazione contro il governo Bahrein

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Lo Stretto di Hormuz

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Rete Telex attiva EMIRATI

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Negoziati USA-Iran in stallo: possibile attacco limitato USA per sbloccarli. Teheran considera il conflitto inevitabile e prepara nuova banca di obiettivi.

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ArticoloPrestare Attenzione
Iran punterà soprattutto su Israele; in cima alle priorità nel Golfo: EAU, Kuwait, Bahrain. Arabia Saudita, Qatar e Oman provano a chiamarsi fuori. Rischio azioni ad alto rischio USA-Israele: colpi a infrastrutture energetiche, operazioni speciali o armi nucleari tattiche per vittoria rapida.
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Lo Stretto di Hormuz: circa 1.200 navi bloccate. Diversi Stati europei stanno tentando una mediazione riservata con l'Iran. La Spagna è la più favorita, l'Italia è l'ultima.

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Aeroporto Internazionale di Porlamar, nella regione dei Caraibi, a nord-est del Venezuela: scoperta di esplosivi non autorizzati a bordo di un aereo ucraino diretto in Libia, venerdì 15 maggio 2026.

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Prestare attenzione: l'Iran è in stato di allerta. Trump chiede un intervento via terra degli Emirati per impossessarsi delle isole nello Stretto di Hormuz.

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In Libia è presente una rete di soldati ucraini, dall'America Latina, il grande business delle milizie private. Dietro questi mercenari si celano Paesi europei, l'Inghilterra e loschi intermediari. Il Venezuela si presta a fare da prestanome.

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Dottrina dello Stretto di Hormuz Riconfigurazione degli Equilibri Regionali

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ArticoloSCENARIO IN EVOLUZIONE: MEDIO ORIENTE
Si sta delineando nel teatro mediorientale uno scenario di significativa reconfigurazione strategica. Il fallimento diplomatico e militare degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita nel contenimento dell'Iran, la marginalizzazione del Pakistan quale attore regionale, e l'intensificazione delle operazioni israeliane nell'ambito della propria dottrina di sicurezza, hanno prodotto le condizioni per l'emergere di una nuova dottrina iraniana incentrata sul controllo dello Stretto di Hormuz come leva strategica globale. CONTESTO OPERATIVO ATTORI E POSTURE Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita Esposizione Strategica Il calcolo strategico degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita di proiettarsi come potenze regionali capaci di contenere l'influenza iraniana ha subito una battuta d'arresto significativa. Entrambi i Paesi si trovano ora in una posizione di vulnerabilità accentuata, con implicazioni di medio-lungo termine che si articolano su tre livelli:
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Vertice ministri esteri BRICS a Delhi chiuso senza dichiarazione finale: disaccordo Iran-Emirati blocca condanna aggressione USA-Israele. Presidenza indiana critica sanzioni unilaterali.