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GULF - THE US CAUGHT BY SURPRISE BY THE IRANIAN PREVENTIVE ATTACK ON INSTALLATIONS IN THE GULF. NEW ATTACKS ARE EXPECTED IN THE EVENING.
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ArticleDanni minimizzati, alleati avvertiti: il silenzio USA sul Golfo e la pressione iraniana sul governo iracheno
Il quadro delle ultime ore è segnato da un dato anomalo: il silenzio. Né Washington né le capitali del Golfo hanno fornito comunicazioni ufficiali sugli attacchi iraniani alle installazioni americane, e le poche ammissioni tendono a minimizzare i danni subiti dalle strutture. Il silenzio stampa coordinato è esso stesso un'informazione: quando i danni sono trascurabili, le immagini delle intercettazioni riuscite vengono diffuse, non trattenute. La riservatezza attuale suggerisce al contrario che l'attacco preventivo iraniano abbia colpito nel segno, degradando componenti del dispositivo (radar, difese, logistica) la cui compromissione non può essere ammessa senza incrinare la fiducia degli alleati ospitanti e dei mercati.
Sul piano politico, l'elemento più rilevante è l'avvertimento diretto di Teheran al primo ministro iracheno, richiamato per il suo "avventurismo giovanile" e invitato a prestare attenzione, in particolare riguardo all'incontro con il presidente Trump, nel corso del quale si sarebbe riso dell'uccisione del generale Soleimani e di quella della Guida Suprema. Il richiamo iraniano tocca un nervo già scoperto a Baghdad: il viaggio del premier a Washington era stato accolto con freddezza da ampi settori interni, sia per la postura tenuta nell'incontro, sia per gli accordi siglati con Chevron, letti come una cessione del patrimonio energetico nazionale al momento politicamente peggiore. L'Iraq si trova così stretto su tre lati: il territorio utilizzato come piattaforma americana, le milizie filo-iraniane che tracciano linee rosse, e ora il richiamo formale di Teheran al suo vertice politico, mentre il fronte interno contesta la direzione presa. La tenuta del governo iracheno diventa una delle variabili centrali della crisi: un suo cedimento aprirebbe il teatro che tutti gli attori, finora, hanno formalmente cercato di non aprire.