Single message
TX-2454Opened permalink
EuropeItalyIntelligenceTelex
Italy pays the price of opaque choices and responsibilities never assumed. When national security becomes a narrative and not a strategy, institutions, credibility and citizens are the losers.
Attached articles
ArticleUn consiglio non richiesto
Se la risposta alle difficoltà che stanno emergendo sarà quella del vittimismo politico, il rischio è di scaricare responsabilità su uomini e strutture che per anni hanno sostenuto il funzionamento dello Stato. Si può discutere degli errori commessi, delle scelte arroganti, opache o sbagliate, ma non si può fingere che quelle reti non abbiano rappresentato per decenni una parte integrante dell'architettura istituzionale.
L'ipocrisia serve a salvare la faccia. Può funzionare come strategia personale, ma non come strategia di governo. Quando le istituzioni perdono il senso della propria missione, della propria storia e della propria responsabilità, i luoghi del potere smettono di rappresentare lo Stato e diventano semplicemente spazi occupati da interessi concorrenti, lobby, porte girevoli e professionisti della narrativa.
Gli europei stanno pagando un prezzo crescente, economico e morale. Da una parte si invoca il diritto internazionale, dall'altra si sostengono politiche che molti cittadini percepiscono come contraddittorie rispetto ai principi dichiarati. Questa distanza tra retorica e realtà sta erodendo la fiducia nelle istituzioni.
Un monito può venire dalla storia. Il caso di Vladimir Vetrov dimostra che le strutture di potere tendono a definire traditore chi mette in discussione un sistema consolidato. Ma la domanda fondamentale resta sempre la stessa: chi ha beneficiato realmente delle informazioni, delle operazioni e delle scelte compiute in nome della sicurezza nazionale?
L'Italia sembra aver smarrito la capacità di assumersi responsabilità politiche chiare. Figure come Craxi a Sigonella, nel bene o nel male, presero una posizione e ne accettarono le conseguenze. Oggi prevale invece una gestione che rinvia, media e comunica, senza mai chiarire fino in fondo quale sia l'interesse nazionale che si intende perseguire.
Prima o poi sarà necessario scegliere. Non sarà più possibile restare contemporaneamente dentro e fuori ogni crisi, alleati e mediatori, protagonisti e vittime. Perché quando la politica sostituisce la responsabilità con la narrazione, il rischio è che la realtà presenti il conto. E quel conto non viene pagato dai comunicatori, ma dalle istituzioni e dai cittadini che dovrebbero rappresentare.