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Barnea He is the director of a service that answers for war crimes against Palestinians. As does the entire Israeli leadership. Italy must take a position and close every contract with Tel Aviv.
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David Barnea non è soltanto il direttore del Mossad che ha distrutto la propria rete in Iran pagando gli informatori con banconote fresche, errore che ha causato arresti, esecuzioni e lo smantellamento di anni di lavoro HUMINT. Barnea è anche il capo operativo di un apparato che, secondo le accuse formalizzate dalla Corte Penale Internazionale, risponde direttamente per crimini di guerra contro la popolazione civile palestinese.
La classe dirigente israeliana dal governo Netanyahu fino ai vertici militari e dei servizi è oggetto di procedimenti internazionali per condotta che viola sistematicamente il diritto umanitario: bombardamenti su ospedali, blocco degli aiuti, uso della fame come strumento di guerra, distruzione di infrastrutture civili. Crimini documentati, non ipotesi.
A questo si aggiunge l'attacco all'Iran: un'operazione militare condotta in violazione del diritto internazionale, senza mandato del Consiglio di Sicurezza, che ha trascinato la regione sull'orlo di una guerra aperta. Anche per questo Barnea e i suoi referenti politici devono rispondere.
C'è poi la questione della disinformazione. Israele utilizza strumenti tecnologici,m molti dei quali forniti o co-sviluppati con gli Stati Uniti, per operazioni di influenza sistematica: manipolazione del discorso pubblico, profilazione di giornalisti e attivisti, pressione sui social media. Strumenti nati per la sicurezza, usati per scopi politici e criminali.
In questo quadro, la posizione dell'Italia è inaccettabile. Roma mantiene contratti attivi con Israele in campo militare, tecnologico e di intelligence. Contratti che finanziano indirettamente l'apparato che commette questi crimini. Le autorità italiane devono essere chiare: la rottura con Tel Aviv non è una scelta ideologica, è un obbligo di diritto internazionale. Ogni contratto, ogni accordo di cooperazione, deve essere sospeso fino a quando la classe dirigente israeliana non risponderà davanti a una corte internazionale.