Silent People

Movimento Non Allineato Menti Libere

TX-2997

MAR ROSSO - GLI HOUTHI DICHIARANO IL DIVIETO DI NAVIGAZIONE MARITTIMA NEI CONFRONTI DELL'ARABIA SAUDITA.

TX-2996

GOLFO - RINNOVATO L'APPELLO A LASCIARE L'AREA PER L'INTENSITA' DEGLI ATTACCHI. GLI USA ACCUMULANO ARMI PER L'OPERAZIONE DI TERRA, ISRAELE DIVENTA RETROVIA LOGISTICA. NON FIDARSI DELLA CALMA APPARENTE.

Articoli collegati

ArticoloAppello a chi si trova nel Golfo: lasciare i Paesi finché è possibile
Rinnoviamo l'appello a quanti si trovano nei Paesi del Golfo: cerchino di lasciare l'area, per l'intensità crescente degli attacchi in corso. Non è una precauzione formale. Gli Stati Uniti stanno accumulando quante più armi possibile nelle proprie retrovie, in vista dell'operazione di terra, ed è precisamente questa preparazione che l'Iran cerca di ostacolare colpendo in modo sistematico le infrastrutture di Giordania, Kuwait e Bahrein, i teatri da cui quella preparazione passa. In parallelo, Israele va assumendo sempre più la funzione di Paese di stoccaggio del dispositivo, retrovia logistica in cui si concentrano i materiali per la fase successiva. Su tutto questo, la stampa e le istituzioni europee non riferiscono come le cose stanno realmente. Il racconto ufficiale copre la sostanza degli eventi, e la distanza tra ciò che accade sul terreno e ciò che viene comunicato è essa stessa parte dell'operazione. Da qui un avvertimento necessario a chi legge: anche di fronte a una calma apparente, non ci si fidi. Quella calma non è la fine della crisi, è l'intervallo tra due fasi. Gli Stati Uniti non hanno una soluzione. Bombardano ponti, porti e tunnel iraniani nel tentativo di smembrare il Paese, di spezzarne la continuità territoriale e logistica per renderlo frammentabile. Ma è un obiettivo che non è mai riuscito in passato, e nulla nelle condizioni attuali indica che possa riuscire ora: l'Iran ha profondità, coesione e capacità di assorbimento che i teatri già sperimentati, dall'Iraq alla Libia, non offrivano. Resta la contraddizione più rivelatrice della loro condotta: sostengono pubblicamente una narrazione di controllo e di normalità, e nello stesso tempo diramano allerta di sicurezza immediate ai propri cittadini. Le due cose non stanno insieme, e proprio in quella incoerenza si legge la verità che il racconto ufficiale nasconde.
TX-2995Thread 3

EMIRATI - QUATTRO ESPLOSIONI A RAS AL-KHAIMAH.

Apri per vedere l'intero thread collegato.

Leggi tutto il thread
TX-2994

IRAN - PROSEGUONO I LANCI DI MISSILI USA VERSO SIRIK, PROVINCIA DELL'HORMOZGAN, E VERSO LA PROVINCIA DI BUSHEHR.

TX-2993

IRAN - MISSILI USA DAL KUWAIT COLPISCONO IL PORTO DI IMAM KHOMEINI A MAHSHAHR.

TX-2992

OMAN - NAVE IN FIAMME PER CAUSE DA ACCERTARE A 8 MIGLIA NAUTICHE A NORD-OVEST DI KUMZAR.

TX-2991Thread 3

EMIRATI - LE ESPLOSIONI AVVERTITE NEL PAESE PROVENGONO DA NAVI STAZIONATE AL LARGO.

TX-2990

OMAN - INCIDENTE MARITTIMO IN PROSSIMITA' DELLE COSTE DEL PAESE.

TX-2989Thread 3

EMIRATI - UDITE ESPLOSIONI A RAS AL-KHAIMAH.

TX-2988

IRAN - ATTACCO MISSILISTICO USA SU TABRIZ, NORD-OVEST DEL PAESE.

TX-2987

IRAN - ATTACCHI USA SU KONARAK E CHABAHAR, COSTA SUD-ORIENTALE.

TX-2986

KUWAIT - LANCIO DI MISSILI USA DALLE BASI NEL PAESE IN DIREZIONE DELL'IRAN.

TX-2985

Impatto missili iraniani Bahrein Kuwait Kurdistan

TX-2984

IRAQ - IL PREMIER CHIEDE UN INCONTRO CON LA NUOVA GUIDA SUPREMA IRANIANA DOPO GLI ACCORDI CHEVRON E I 45 PROTOCOLLI DI WASHINGTON. NODI APERTI: LE BASI SEGRETE E LA LEVA DEL GAS IRANIANO.

Articoli collegati

ArticoloIl primo ministro iracheno tra Washington e Teheran: la richiesta di incontro che arriva troppo tardi
Il primo ministro iracheno ha chiesto un incontro con la nuova Guida Suprema iraniana. La richiesta arriva al termine di una sequenza di scelte che ne hanno segnato la traiettoria politica e che rendono la mossa tanto tardiva quanto contraddittoria. Prima di recarsi negli Stati Uniti, il premier aveva fatto arrestare una parte della classe politica irachena, operazione presentata come lotta alla corruzione ma coincidente con la necessità di presentarsi a Washington con un profilo gradito. Giunto alla Casa Bianca, ha firmato quarantacinque protocolli e siglato gli accordi con Chevron, letti in Iraq come una cessione del patrimonio energetico nazionale, e ha tenuto in quella sede un contegno che a Baghdad è stato giudicato inadeguato al ruolo: il riferimento è al modo in cui è stata trattata la vicenda dell'uccisione del generale Soleimani, con il presidente Trump che rivendicava quell'operazione come un favore reso e senza che l'ospite prendesse le distanze. La nomina di questo premier era stata sostenuta con pressioni dagli Stati Uniti, e i risultati di quella scelta sono ora sotto gli occhi di tutti: un esecutivo allineato a Washington in un Paese che dipende dall'Iran per una quota essenziale del proprio fabbisogno energetico. È qui che la richiesta di incontro con la Guida Suprema rivela la sua fragilità. Baghdad si presenta a Teheran dopo aver consolidato l'asse americano, e con almeno due nodi irrisolti sul tavolo: la questione delle basi segrete presenti sul territorio iracheno, che l'Iran esige di chiarire, e la leva del gas. Se Teheran interrompesse le forniture, l'Iraq sprofonderebbe in una crisi energetica immediata, con blackout e paralisi dei servizi. I bombardamenti che hanno colpito in questi giorni Giordania, Siria, Kuwait e Bahrein hanno con ogni probabilità reso più chiara, a Baghdad, la posta in gioco. La richiesta di incontro con la nuova Guida Suprema, in questo contesto, difficilmente troverà l'accoglienza riservata ai firmatari degli accordi di Washington: arriva da un governo che ha già scelto il proprio campo, e che ora scopre di dipendere dalla parte avversa per la propria stessa tenuta. È il paradosso di una leadership che ha costruito la propria legittimazione fuori dal Paese e si ritrova senza margini dentro la regione.
TX-2983

TURCHIA/IRAN - DISINFORMAZIONE ISRAELIANA SU UN'ANKARA PRONTA A DIFENDERE L'IRAN. IN REALTA' I TURCHI SI OPPONGONO ALL'ARMAMENTO DEI CURDI DA PARTE DI USA E ISRAELE, GIA' INTERCETTATO 5 GIORNI FA.

Articoli collegati

ArticoloLa disinformazione israeliana sul ruolo turco e la partita curda
Nelle ultime ore ha preso a circolare, alimentata da fonti israeliane, la notizia secondo cui la Turchia sarebbe pronta a difendere l'Iran in caso di attacco terrestre curdo. Si tratta di disinformazione, costruita per rovesciare la realtà dei fatti e occultare la vera posizione di Ankara. I turchi non hanno alcuna intenzione di difendere l'Iran: hanno però un interesse diretto e prioritario a impedire che Stati Uniti e Israele armino le formazioni curde, e il loro allarme nasce da qui, non da una solidarietà con Teheran. Le ragioni dell'opposizione turca sono due, entrambe di natura strategica. La prima è che le armi consegnate ai curdi non verrebbero impiegate contro gli iraniani, come la narrazione ufficiale vorrebbe far credere, ma finirebbero per rafforzare militarmente un attore che Ankara considera la propria minaccia esistenziale. La seconda è che quelle forniture andrebbero a irrobustire proprio le fazioni che la Turchia ha impiegato anni a contenere e a ostacolare lungo il proprio confine meridionale: un armamento massiccio dei curdi vanificherebbe in poche settimane il lavoro di un decennio di politica turca. È in questo scarto tra realtà e racconto che si coglie la manovra. Mentre gli Stati Uniti tentavano di armare le formazioni curde di nascosto, l'operazione è stata intercettata proprio dai turchi cinque giorni fa; ed è a ridosso di quell'intercettazione che è comparsa sui giornali una storia completamente diversa, quella di una Turchia schierata a difesa dell'Iran. Il rovesciamento narrativo serve a un doppio scopo: coprire il tentativo fallito di rifornimento clandestino dei curdi e insinuare una frattura tra Ankara e l'Occidente presentandola come vicinanza a Teheran, così da giustificare, in prospettiva, una pressione sulla Turchia. La posizione reale di Ankara resta invece coerente con i propri interessi: né con l'Iran né con l'armamento dei curdi, ma contro qualunque mossa che rafforzi la propria minaccia interna sotto la copertura della guerra in corso.
TX-2982

AFGHANISTAN - I TALEBANI HANNO PERSO IL CONTROLLO DI DIVERSE CITTA' DEL PAESE. PREVISTI SCONTRI NELLE PROSSIME ORE E NEI PROSSIMI GIORNI.

TX-2981

QATAR - TENTATIVO DI MEDIAZIONE DELL'ULTIMO MINUTO PER UN CESSATE IL FUOCO E LA FINE DELLA GUERRA. LO STRETTO DI HORMUZ RESTEREBBE SOTTO CONTROLLO IRANIANO, CON RIAPERTURA DOPO 10 GIORNI.

TX-2980

KUWAIT - GRAVI ATTACCHI DISTRUTTIVI CONTRO LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE DEL PAESE, IN COMBINAZIONE CON ATTACCHI CIBERNETICI.

TX-2979

L'IRAN COLPISCE LE INFRASTRUTTURE REGIONALI PER RITARDARE L'OPERAZIONE DI TERRA USA, AFFIDATA A EX ISIS ADDESTRATI DA SOCIETA' BRITANNICHE. PREVISTA ESCALATION SUI PAESI VICINI.

Articoli collegati

ArticoloLa risposta iraniana e la corsa contro l'operazione di terra
L'Iran ha cominciato a rispondere in modo strutturato agli attacchi statunitensi, colpendo le infrastrutture dei Paesi della regione che ospitano il dispositivo americano. La chiave per comprendere questa reazione, e i tempi anticipati con cui si manifesta, sta nella preparazione di un'operazione di terra da parte degli Stati Uniti: l'ingresso del cosiddetto esercito arabo, una forza irregolare composta da elementi provenienti dalle file dell'ISIS dislocati tra Siria, Iraq, Somalia, Africa e Libia, addestrati circa un anno fa da società di sicurezza britanniche in Europa orientale e in diverse altre località. È a questa minaccia che Teheran risponde, e ogni suo attacco va letto in funzione di un obiettivo preciso: ritardare l'operazione in corso, colpendone le retrovie, le piattaforme logistiche e le basi da cui dovrebbe muovere. Sul piano diplomatico, diversi Paesi si muovono per fermare l'escalation. La Turchia e il Pakistan chiedono agli Stati Uniti il ritorno al dialogo, segnale che gli attori regionali con maggior peso percepiscono l'avvicinarsi di una soglia oltre la quale il conflitto sfuggirebbe a ogni controllo. Il Pakistan, in particolare, ha già scelto di non attivare l'accordo di difesa con Riad dopo l'attacco iraniano in Arabia Saudita, indicando la via del contenimento anziché quella dell'allargamento. Ma le ultime ore vanno in direzione opposta al dialogo. I bombardamenti strategici iraniani contro le infrastrutture di Kuwait, Giordania e Bahrein proseguono con metodo, e ogni indicatore lascia prevedere che nelle prossime ore l'intensità aumenterà, estendendosi ai Paesi vicini. La corsa è ormai tra due orologi: quello dell'operazione di terra che gli Stati Uniti cercano di far maturare, e quello della campagna iraniana che punta a renderla impraticabile prima che cominci. È in questo scarto di ore che si decide se il conflitto resterà una guerra di logoramento infrastrutturale o diventerà una guerra di occupazione sul terreno.
TX-2978

MESSAGGIO IMPORTANTE: ATTIVATA LA RETE NATION IN TUTTA L'AREA DEL GOLFO. PRESTARE CAUTELA, ALLARME ROSSO ATTIVATO. SEGUIRE ESCLUSIVAMENTE INFORMAZIONI DA FONTI UFFICIALI.

Scorri per altri