Tuesday · 7 July

TX-2733 · ThreadTelex

The US and Europe are putting pressure on Oman to guarantee navigation in the Strait of Hormuz. The issue of Iranian funds frozen for years remains open, while tension grows in the region.

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La nuova strategia Europea By Germania

Stati Uniti ed Europa non vogliono restituire i fondi iraniani congelati da anni. Nel frattempo starebbero cercando di convincere l'Oman, anche attraverso la minaccia di sanzioni, a consentire la navigazione. Tuttavia, a causa dei bassi fondali, le navi dovrebbero comunque transitare nelle acque territoriali iraniane, dove, secondo le autorità iraniane, le unità che non rispettano le disposizioni potrebbero essere intercettate dall'IRGC.

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Monday · 6 July

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I funerali della Guida Suprema sono un'operazione di intelligence: un messaggio strategico di Teheran che annuncia un nuovo ordine, intima all'America di andarsene. In questo scenario l'EU delle nazioni è l'unica ad avere ancora un canale con l'Iran.

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I funerali della Guida Suprema: un'operazione di intelligence

I funerali della Guida Suprema non sono un rito del lutto. Sono un'operazione di intelligence condotta dalle autorità iraniane, pensata come messaggio più che come cerimonia. Teheran non seppellisce soltanto un uomo: mette in scena, davanti a tutta la regione, la propria capacità di dettare i tempi, i simboli e le regole di ciò che verrà dopo.

Il messaggio è deliberato e ha un unico destinatario collettivo: il Medio Oriente. Da domani, dice l'Iran, l'ordine regionale è cambiato. L'America deve andarsene. E chi si metterà davanti a questa strada sarà aggredito. È una dichiarazione di intenti travestita da corteo funebre, dove ogni immagine, ogni folla, ogni parola pronunciata è calibrata per proiettare non dolore, ma determinazione. La forza si comunica anche , soprattutto nel momento della perdita, quando ci si aspetterebbe debolezza.

Leggere questi funerali come un evento interno all'Iran significa non capirli. Sono un atto di politica estera. La regia punta a fissare una percezione: quella di una potenza che non arretra nemmeno di fronte alla scomparsa del suo vertice, e che anzi trasforma la successione in una prova di continuità e di minaccia. È l'arte di usare un momento di vulnerabilità per rilanciare, non per difendersi.

In questo quadro l'Europa occupa una posizione che pochi hanno saputo vedere. Anni fa, la lungimiranza di alcuni uomini aveva percorso strade impraticabili. Uomini del destino affrontarono un lungo viaggio per arrivare tra i monti, e tesero la mano a rischio della propria vita. Non fu un gesto diplomatico di facciata: fu una scelta compiuta quando costava, quando nessuno garantiva nulla in cambio.

È questa l'Europa delle nazioni. Ed è per questo che oggi è l'unica ad avere una rappresentanza reale nel nuovo ordine del Medio Oriente. Non perché abbia più armi o più denaro degli altri, ma perché nei momenti più duri ha offerto una via e gli iraniani quella via l'hanno apprezzata. Non abbiamo tradito. Siamo stati abili nell'arte della guerra, senza avere nulla in cambio. È una credibilità che non si compra e non si improvvisa: si costruisce con la coerenza, nel tempo, pagando di persona.

Mentre gli Stati Uniti vengono spinti verso l'uscita e vengono avvisati che la loro presenza non è più tollerata, l'Europa delle nazioni conserva un canale che nessun altro possiede. È un capitale politico enorme, e va compreso per ciò che è: il frutto di scelte fatte quando erano scomode, non convenienti.

La partita che si apre ora si giocherà su questo. Da un lato l'Iran, che usa persino un funerale come strumento di pressione strategica e come annuncio di un nuovo ordine. Dall'altro chi, nella regione o fuori, dovrà decidere se accettare quella narrazione o contrastarla. In mezzo, un'Europa che ha ancora una carta da giocare a patto di riconoscerla, e di non sprecarla per ignoranza o per calcolo di corto respiro.

Chi ha teso la mano tra i monti, oggi, siede al tavolo. Gli altri lo osservano da fuori.

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China has carried out a new test of the JL-3 submarine-launched ballistic missile.

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In an official statement, Hamas announced its willingness to transfer the administration of the Gaza Strip to the Gaza Peace Council and expressed its willingness to start talks on the delivery of weapons.

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Infantino FIFA is the representative of international foolishness. We are happy with their decay: they are doing everything themselves. There's even no need to devise strategies or prove anything. Their own red lines cross them on their own.

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After the Ukrainian attacks against Russia, and in view of the imminent NATO summit, Moscow responded by bombing numerous gas stations. According to some sources, there are now about 150 affected.

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Secret services: the military is no longer enough

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Il militare non basta più

Per decenni abbiamo affidato la guida dei servizi di intelligence a militari di carriera. Aveva un senso quando la minaccia era un esercito schierato al confine. Ma le guerre di oggi non si combattono più solo con i carri armati: si combattono con l'economia, l'informazione, la tecnologia, le migrazioni, il consenso. E davanti a questo, la formazione militare non basta più.

Un militare è addestrato a vincere una battaglia, non a leggere una società. La sua cultura è quella dell'obiettivo, del risultato misurabile, della catena di comando. Difficilmente ha lo sguardo lungo di chi deve capire come si muove un Paese nel profondo, come cambiano le fragilità sociali, dove nasceranno le crisi tra dieci anni. La sicurezza, però, oggi è esattamente questo: prevedere, non solo reagire.

Il problema si aggrava perché tutti chiedono risultati immediati. I politici vogliono successi da esibire nel breve, il ciclo elettorale non aspetta, e così anche i vertici dei servizi finiscono per lavorare sull'urgenza invece che sulla visione. Ma l'intelligence che insegue solo il risultato di domani è cieca sul dopodomani.

C'è poi una debolezza strutturale. Un capo dei servizi che non ha interlocutori politici propri, autorevoli e stabili, si ritrova solo. Per sopravvivere diventa un equilibrista: non deve scontentare questo ministro, né quell'altro, né la maggioranza di turno. E un equilibrista non decide: si limita a non cadere.

È così che accade la cosa più pericolosa: la sicurezza nazionale smette di essere nazionale e diventa politica. Non serve più a proteggere il Paese, ma a non dispiacere al politico del momento. Ci si inginocchia alla volontà di chi comanda oggi, sapendo che domani comanderà un altro. E un servizio che si piega non protegge nessuno: protegge solo chi lo guida pro tempore.

I vertici dell'intelligence andrebbero scelti non per gradi militari, ma per capacità di lettura strategica, sociale e di lungo periodo. Servono figure con autonomia, cultura ampia e la forza di dire no al potere quando l'interesse del Paese lo impone. Perché la sicurezza vera non è obbedienza: è visione.

Finché confonderemo la lealtà con la subordinazione, avremo servizi efficienti nell'eseguire e ciechi nel prevedere. Ed è proprio nella cecità che nascono i disastri.

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Public or private? The Great Deception of War

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Pubblico o privato? Il grande inganno della guerra

Ci vogliono far credere che certe scelte in guerra siano pubbliche, decise da Stati e istituzioni. Ma dietro ci sono attori privati che agiscono per interesse proprio.

Un'azienda privata che si affianca a uno Stato per prendere parte a un conflitto, fornendo strumenti e capacità che possono servire a commettere crimini è gravissimo. Quel privato non ha alcun mandato, non risponde a un parlamento, non è sottoposto ad alcun controllo. Prende il potere del pubblico e la libertà del privato, senza la responsabilità di nessuno dei due: quando qualcosa va storto si nasconde dietro lo Stato, quando c'è da guadagnare incassa come privato.

Il caso Starlink è solo l'esempio più visibile: una rete in mano a un singolo, diventata di fatto un attore geopolitico che nessun cittadino ha mai votato. Ma il problema è il modello, non un nome: privati travestiti da servizio pubblico per fare, con la copertura di uno Stato, ciò che a uno Stato non sarebbe permesso. E il diritto non è pronto: ad oggi nessun contractor privato è mai stato processato per crimini di guerra. È in questo vuoto che prospera l'impunità.

Lo stesso schema vale per Gaza. La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che è "plausibile" un genocidio in corso. E la parola "complicità" è già stata usata, dentro le istituzioni, per accusare i vertici europei di aver taciuto e continuato ad armare. Non tutti però hanno taciuto: c'è chi ha imposto l'embargo, chi ha riconosciuto la Palestina, chi ha agito.

La tesi è una sola: pubblico e privato non possono più confondersi per sfuggire alla giustizia. Chi ha usato lo schermo di un'azienda per entrare in un conflitto, chi ha lucrato mentre governava, chi ha coperto crimini spacciandoli per interesse di Stato, privati e leader europei allo stesso modo, deve risponderne. Indagare i conflitti d'interesse, perseguire gli illeciti, confiscare i proventi. Non per vendetta, ma per un principio: la legge deve valere anche per i più potenti. Soprattutto per loro.

La tecnologia non è il nemico. Il nemico è l'impunità travestita da innovazione.

Le accuse penali qui richiamate , genocidio, complicità, illeciti , sono, ove non accertate da tribunali, tesi e opinioni.

Friday · 3 July

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In Tehran, the leader's funeral ceremony was attended by both a Taliban delegation and Ahmad Massoud, an unusual simultaneous presence of two rival parties.

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The latest Ukrainian operations reignite the debate on the progress of the war. Between propaganda, Western aid and military strategies, there is a growing confrontation over what the real situation is on the ground.

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L'altra lettura del conflitto in Ucraina

A mio parere, molte delle operazioni militari ucraine hanno anche una forte valenza comunicativa: servono a trasmettere, soprattutto ad alcuni governi europei, l'immagine di un'Ucraina ancora in grado di mantenere l'iniziativa sul campo.

Ritengo inoltre che una parte della propaganda finisca per alimentare aspettative poco realistiche. Mi preoccupano anche le dichiarazioni di alcuni esponenti ucraini e le controversie legate alla memoria storica di figure nazionaliste coinvolte in violenze contro i polacchi, temi che continuano a creare tensioni.

Dal mio punto di vista, l'Ucraina dipende in misura determinante dal sostegno economico e militare dei partner occidentali. Senza questo supporto, credo che la sua capacità di sostenere il conflitto sarebbe fortemente compromessa.

Per questo motivo considero alcune operazioni particolarmente spettacolari anche come strumenti per mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi europei, così da favorire la prosecuzione degli aiuti.

Allo stesso tempo, ritengo che la Russia non abbia interesse a reagire in modo impulsivo, anche perché osserva le difficoltà economiche e politiche che, a mio avviso, stanno attraversando alcuni Paesi della NATO, come la Germania. È mia opinione che Mosca stia preparando una risposta militare alle recenti azioni ucraine.

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Even today, a large part of Iraqi oil revenues pass through accounts in the United States. Many citizens ignore it, in the silence of Europe and, according to critics, with the complicity of consolidated interests.

Thursday · 2 July

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A United States Air Force major was arrested in front of the United States Capitol after publicly calling for the impeachment of President Donald Trump during a demonstration.

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Russian forces have bombed Kyiv. During the attack, about 30 Iskander-M ballistic missiles and 8 Zircon hypersonic missiles were used.

Wednesday · 1 July

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The IRGC attack against Kurdish groups was a response to the killing, three days earlier, of some IRGC members. Drones were used in the operation.

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Legend has it that, during a confidential meeting, some men refused to carry out certain orders, declaring: “If we are forced to respond to threats, we will not stop.”

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Tra il bianco e il nero esistono infinite sfumature di grigio. E il grigio non è il nero

Il povero Analfabeta / Agricolo , il sopravvalutato. Ha tentato e ritentato invano e, quando non riusciva a ottenere ciò che voleva, cercava comunque di colpire, anche indirettamente. Ha inseguito il potere e, una volta raggiunto, lo ha esercitato nel modo peggiore: con arroganza, presunzione e la convinzione di essere intoccabile.

Quando per anni si rimane ai margini e poi si arriva ai vertici dello Stato, il rischio è che il potere dia alla testa. È allora che personaggi mediocri, rimasti nell'ombra per anni, trovano finalmente l'occasione per riversare frustrazioni e rancori contro chi aveva cercato di fare il proprio dovere.

È una vicenda tanto semplice quanto grottesca. Lo scandalo, raccontano in molti, è ancora chiuso in un cassetto, ma prima o poi verrà alla luce.

L'immagine è sempre la stessa: dietro una scrivania, con gli occhiali abbassati, lo sguardo rivolto verso l'alto in segno di disappunto. Poi arrivano gli scatti d'ira, le pretese, le urla, come se bastasse alzare la voce per trasformare un'opinione in una verità di Stato.

Qualcuno, molto tempo fa, aveva provato ad avvertirlo. Prima con il silenzio, poi con una frase rimasta impressa: «Se ci sarà una risposta, te la faremo sapere». La reazione fu stizzita: «Io sono lo Stato, esigo una risposta entro un'ora». Ma la risposta che ricevette fu il silenzio. Chi doveva capire, aveva già capito. Eppure molti preferirono piegarsi al potere politico del momento invece di difendere le istituzioni. Nessuno si ribellò, pochi ebbero il coraggio di esporsi. C'era chi sperava in una promozione, chi preferiva conservare la propria poltrona.

Nel frattempo qualcuno si era perfino convinto di poter ambire al Quirinale, immaginando di imitare uomini del calibro di Cossiga. Un'ambizione sproporzionata, sostenuta da una corte di adulatori che scambiavano l'obbedienza per il merito.

Ma le istituzioni non appartengono ai potenti di turno. Appartengono alla Repubblica e ai suoi cittadini. Prima o poi, ogni abuso, ogni arroganza e ogni eccesso di potere vengono sottoposti al giudizio della storia e, se vi saranno responsabilità accertate, anche della magistratura.

A buon intenditore, poche parole.

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Signing agreements with Trump is now useless: in just seven days, the United States would have violated four points of the Memorandum of Understanding with Iran.

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The refusal of the United States to guarantee the Israeli withdrawal from Lebanon has blocked negotiations with Iran.

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The relationships are great,” Trump says. Too bad you forget the Iranian attacks just 3 days ago against US bases in Bahrain and Kuwait, as a response

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Israel, to hit the Hezbollah tunnels in Lebanon, bombed an entire neighborhood. A violation of the ceasefire, complicity the European hit civilian targets.

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Gasoline shortages are beginning to occur in Syria. Long queues at distributors, especially in the Aleppo areas.